L’autunno coincide con la partenza della nuova stagione espositiva, in musei, gallerie d’arte e spazi culturali. Per il settore del fumetto, complice anche la riduzione delle attività durante la pandemia, il programma delle mostre autunnali dedicate alla nona arte in Italia è particolarmente ricco.

Fra ottobre 2021 e gennaio 2022, infatti, saranno visitabili parecchie esposizioni che mettono al centro opere, autori o tradizioni editoriali poco viste in Italia (dalla storia dei manga agli originali di Will Eisner) accanto, naturalmente, ad alcuni classici, da Hugo Pratt a Bonelli Editore ai – preziosissimi, va detto – capolavori del cinema animato made in Disney.

In questa nostra prima “Guida stagionale” alle mostre sul fumetto selezionate dalla redazione di Fumettologica, ve ne presentiamo nove (altre si aggiungeranno a breve: aspettiamo la data ufficiale di una grande mostra dedicata a Wonder Woman, per dire). Alcune mostre sono adatte a tutti i tipi di pubblico, mentre altre sono inevitabilmente pensate per visitatori più tipicamente “fumettòfili”, come quelle organizzate nell’ambito di alcuni festival di fumetto (Lucca, Bologna).

Siccome a Fumettologica ci occupiamo già regolarmente di festival e fiere, ci sembrava giusto dedicare un po’ di attenzione a questo ambito – le mostre – che lo stesso Governo italiano ha iniziato proprio quest’anno a sostenere, con un bando di finanziamento che ha segnato una svolta storica nell’atteggiamento delle istituzioni.

Per ogni mostra, oltre alle informazioni essenziali (luogo, date) troverete anche qualche informazione utile su alcune particolarità – la quantità e il tipo di opere esposte, e qualche suggerimento sui materiali di maggior valore, rari o poco (mai) visti in Italia – che possano darvi qualche buon motivo per visitarle.

disney mudec mostra locandina

Disney – L’arte di raccontare storie senza tempo
2 settembre 2021 – 13 febbraio 2022
Milano, Mudec – Museo delle Culture

L’esposizione porta per la prima volta in Italia centinaia di disegni originali provenienti dagli archivi Disney. Oltre a disegni per l’animazione e a rodovetri – noti anche come cel, fogli di acetato su cui si disegnavano i personaggi e le parti mobili delle scene, separati dai fondali dipinti – la mostra espone moltissimi disegni preparatori, materiali essenziali per avere un’idea del processo creativo alla base dei Classici Disney. Parliamo di un corpus d’opere che coprono un arco temporale di 80 anni, da I tre porcellini (1933) a Frozen 2. Il segreto di Arendelle (2019). Si tratta di opere in gran parte mai esposte prima d’ora in Italia.

Per gli appassionati c’è da perdersi tra i bozzetti di Ken Anderson per Robin Hood, le concept art di Marc Davis per Aurora e Malefica, o gli studi dei personaggi di Hercules firmati da Gerald Scarfe. Molto interessanti anche le illustrazioni di Mary Blair per visualizzare le scene chiave di Cenerentola, così come quelle di Gustaf Tenggren per Pinocchio, fondamentali per dare agli animatori una serie di suggestioni su cui avrebbero poi basato il proprio lavoro. C’è anche un catalogo, a cura di Federico Fiecconi, che raccoglie e racconta molti dei materiali esposti.

  • Quante (e quali) opere troverete. Centinaia di artwork, storyboard, cels, statue, oggetti, giocattoli e animazioni, in un percorso diviso in sei sezioni: Miti (numerose Silly Symphony, Re Mida, La Dea della Primavera, Fantasia, Hercules), Favole (I tre porcellini, Il piccolo sarto coraggioso, Paperino e il Diavolo), Leggende (La Spada nella Roccia, Robin Hood), Fiabe (Biancaneve, Cenerentola, La Bella Addormentata nel Bosco, La Sirenetta, La Bella e la Bestia) e due sezioni speciali dedicate a Pinocchio e a Frozen.
  • Da vedere: due pezzi di storia del cinema: 1) La marionetta di legno originale usata da Walt Disney per presentare il film Pinocchio (1940), rimasta dimenticata in un magazzino della Disney per circa 60 anni e ritrovata nel 2003, 2) uno dei primi bozzetti del volto di Biancaneve, del 1937, in cui l’eroina somiglia ancora a Betty Boop: il creatore di questa, Grim Natwick, era stato assunto nel 1934 da Disney per disegnare la principessa.

Strip! La grande avventura del fumetto americano
9 ottobre 2021 – 9 gennaio 2022
Casalmaggiore (CR), Museo Diotti

La storia del fumetto americano “classico”, attraverso i grandi autori di alcune delle strisce più celebri di sempre: Krazy Kat, Buck Rogers, Tarzan, Dick Tracy, Pogo, Donald Duck (Paperino). Il percorso proposto dall’esposizione parte con una tavola del 1905 di Winsor McCay, autore dell’indimenticabile gioiello Little Nemo, attraversa i successivi decenni e si conclude con una striscia dei Peanuts del 1987.

La selezione di tavole e strisce originali, provenienti esclusivamente da collezioni private – fra cui quella del co-curatore Giovanni Nahmias, tra i più fini collezionisti europei di fumetti classici – è tra le più ricche e preziose mai esposte in Italia. Per una mostra che riesce a presentare gli artisti più eccelsi della tradizione fumettistica statunitense, da Herriman a Segar, dal Caniff di Terry e i pirati al Gottfredson di Topolino.

  • Quante (e quali) opere troverete. Una cinquantina fra tavole e strisce originali, create da nomi del calibro di Winsor McCay, James Swinnerton, Geo McManus, Frederick Opper, Dick Calkins, George Herriman, Elzie C. Segar, Frank King, Walt Kelly, Floyd Gottfredson, Alex Raymond, Milton Caniff e Charles M. Schulz.
  • Da vedere: due originali leggendari. Primo Dreams (1930), una striscia comica firmata da uno speciale aspirante fumettista: il leggendario campione di pugilato Primo Carnera, che si cimentò nel fumetto pochi anni prima di diventare una leggendaria celebrità in Italia e in USA, 2) la metà superiore di una tavola domenicale di Dino (1934) di Winsor McCay, rimasto inedito fino a pochi anni fa e di cui sono giunte fino a noi solo quattro mezze tavole.
manga heroes mostra milano

Manga Heroes, da Tezuka ai Pokémon
9 ottobre 2021 – 2 gennaio 2022
Milano, Fabbrica del Vapore

Una grande carrellata sulla storia del fumetto e dell’animazione giapponesi, che comprende tavole, riproduzioni, giocattoli, action figures e altri oggetti. Manga Heroes espone materiali provenienti dalle collezioni private di 25 collezionisti italiani famosi in tutto il mondo, alcuni dei quali – per esempio animation cel o tavole di manga – molto rari, che partono dagli anni Cinquanta per arrivare sino ad oggi. Molte di queste opere vengono esposte per la prima volta al pubblico.

Sono inoltre presentati in anteprima europea anche alcuni prototipi di toys e statue non ancora disponibili sul mercato. Una mostra che piacerà ai nostalgici della “Goldrake generation”, ma in cui troveranno pane per i loro denti gli anime/manga fan più attenti al mondo degli oggetti collezionabili.

  • Quante (e quali) opere vedrete. 315 personaggi diversi da anime e manga, per un totale di 1.840 oggetti esposti. Di questi, 192 sono elementi a parete, tra originali, cell, riproduzioni, poster. Tra questi ci sono tantissimi “shikishi” (schizzi realizzati su cartoncino) e di disegni preparatori (“douga”).
  • Da vedere: uno strano pezzo da collezione (e da genialità made in Italy). Lo stampo in piombo del Goldrake italiano. Ovvero: quando Atlas UFO Robot arrivò in tv in Italia nel 1978, il suo merchandising fu molto richiesto. Anticipando l’americana Mattel, l’azienda veneta Fabianplastica si assicurò i diritti producendo vari giocattoli che spopolarono rapidamente. Il più venduto fu una minuscola figurina in pvc di Grendizer/Goldrake, dalle forme semplificate e decorata alla bell’e meglio. Per la prima volta, la collezionista Daniela Asmundo ha acconsentito ad esporre a “Manga Heroes” lo stampo in piombo di quel giocattolo: un oggetto modesto, ma che segnò la memoria della prima generazione di anime fan italiani.

Bonelli Story. 80 anni a fumetti
8 ottobre 2021 – 31 gennaio 2022
Milano, Fabbrica del Vapore

In occasione degli 80 anni di Sergio Bonelli Editore, a Milano è stata allestita l’esposizione più ricca mai dedicata alla casa editrice simbolo del fumetto italiano. La mostra è pensata come un percorso storico, ma anche come un tuffo nei generi narrativi tipici del racconto bonelliano. Il risultato è un percorso in sei sezioni dedicate ai grandi temi trasversali ai personaggi più noti: “Il mito di Tex”, “Il sogno dell’avventura”, “Tutte le sfumature del giallo”, “Horror e paure”, “Fantasy senza confini”, “Fantascienza e futuro”.

Una sala speciale è poi dedicata ad anticipazioni su alcuni progetti futuri, sia editoriali (con tavole dai crossover con i supereroi DC Comics: Dylan Dog e Batman, Zagor e Flash, Nathan Never e Justice League; ma ci sono anche pagine da Nero, la nuova serie di Emiliano e Matteo Mammucari) che cinematografici e televisivi, con frammenti dal film di Dampyr e dalla serie animata di Dragonero.

Una celebrazione che è un tuffo nel passato e, insieme, un tributo a come il fumetto popolare italiano abbia raccontato i tempi di – ormai parecchie – generazioni di lettori. Il catalogo della mostra – in uscita a novembre – amplierà ulteriormente il panorama della mostra, offrendo una storia “definitiva” della casa editrice.

  • Quanti (e quali) opere troverete. In totale la mostra presenta oltre 280 tavole originali, tratte da tutte le principali testate della casa editrice (incluse alcune realizzate da grandi maestri, da Dino Battaglia a Jacovitti, da Galep a Hugo Pratt).
  • Da vedere: una rarità editoriale alle origini di Tex. Per la prima volta, saranno esposti i pulp magazine originali su cui nacque Red Killer. E’ un ritrovamento prezioso: pochi mesi prima della pubblicazione di Tex Willer, nel 1948 Gianluigi Bonelli scrisse con lo pseudonimo William Donald alcuni racconti di Red Killer, che già nel nome fa capire qualcosa… Quelle storie, scritte in realtà a più mani (in puro stile pulp: con Bonelli, Giovanni De Leo, Angelo Saccarello, Attilio Mazzanti), sarebbero poi state trasformate da Gianluigi nelle prime sceneggiature per la sua nuova incarnazione del ranger: il fumetto di Tex.
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Hugo Pratt, da Genova ai mari del Sud
14 ottobre 2021 al 20 marzo 2022
Genova, Palazzo Ducale

Per la prima volta Pratt arriva a Genova, la città che ha dato i natali editoriali a Corto Maltese. Una mostra con tavole e acquerelli originali, risalenti anche al più raro periodo argentino, accompagnati da un’originale multivisione, sorta di Lanterna per non perdere la rotta e immergersi nelle storie dell’avventuriero più amato di sempre. L’esposizione passa in rassegna tutto il mondo prattiano, fatto di ribelli e rivoluzionari, donne seducenti, indiani, Venezia, i boschi e le praterie indimenticabili di Wheeling e Ticonderoga.

Ci sono tutti i riferimenti letterari che hanno fatto parte della sua formazione come Kenneth Roberts, Fenimore Cooper e James Olivier Curwood e gli indiani del nordest americano del XVIII secolo che sono alla base del suo immaginario avventuroso. Una delle mostre più complete mai allestite su Pratt, in grado di restituire un’idea ricca e puntuale della vita e dell’evoluzione artistica del grande Hugo. Le audioguide della mostra hanno la voce narrante di Marco Steiner, già collaboratore e amico dello stesso Pratt.

Il catalogo, che racconta gli anni della nascita di Corto Maltese per l’editore genovese Ivaldi e il lavoro prattiano sui paesaggi africani e americani (con testi di Gianni Brunoro, Riccardo Capoferro, Francesco Boille, Marco Steiner), contiene anche due fumetti: la riproduzione del numero #63 di “Sgt. Kirk”, la rivista fondata nel 1967 da Florenzo Ivaldi dove nacque Corto; l’episodio inedito delle avventure dell’ex soldato Kirk: La giustizia di Wahtee.

  • Quante (e quali) opere vedrete. In totale sono esposte circa 323 immagini, di cui 200 tavole e illustrazioni originali di Pratt.
  • La riscoperta: un inedito di Sgt. Kirk. Per la prima volta saranno esposte 4 tavole originali di recente ritrovamento da La giustizia di Wahtee, una storia creata nel 1955 e finora inedita in Europa del Sgt. Kirk, la celebre serie western creata da Pratt con Héctor G. Oesterheld in Argentina.

Will Eisner
8 ottobre 2021 – 01 novembre 2021
Lucca, Palazzo Ducale, nell’abito di Lucca Comics & Games 2021

La mostra principale di Lucca Comics & Games 2021 è dedicata a Will Eisner, l’uomo che ha prestato il suo nome agli “Oscar del fumetto” americani (Eisner Awards, appunto) ma soprattutto il più celebre pioniere del graphic novel moderno. L’esposizione lucchese presenta una selezione di un centinaio di tavole originali, realizzata in collaborazione con CArt Gallery di Roma e arricchita da materiali e testi inediti scelti insieme a Denis Kitchen, amico e storico editor di Eisner.

Il tema dell’esposizione, come racconta il curatore a Repubblica, è quello di “Luce ed ombra”, con una particolare ricerca di tavole e vignette che mettono in risalto il chiaroscuro e il gioco di contrasti di bianco e nero che ha contraddistinto gran parte della produzione di Eisner.

  • Quante (e quali) opere vedrete. Ben 100 opere di Eisner dai suoi lavori più noti, da The Spirit a Contratto con Dio.
  • Da non perdere: Le splash page d’apertura delle storie di Spirit, rivoluzionarie all’epoca per il loro approccio spettacolare, a tutta pagina, in disegni in grado di assumere forme quasi da architetture di carta.

Tanino Liberatore. La Potenza del Segno
dal 30 settembre
Benevento, Rocca dei Rettori

Il percorso espositivo è composto da oltre 80 opere (tavole originali, schizzi, serigrafie, illustrazioni ad olio e acquerello), senza dimenticare una grande riproduzione in forma di statua del “coatto sintetico” Ranxerox.

Per l’occasione saranno visibili, inoltre, alcune illustrazioni inedite realizzate negli ultimi anni da Liberatore, una sezione con soggetti supereroistici rivisitati dall’artista e una ricca serie di soggetti femminili che il segno del “Michelangelo postmoderno” Liberatore è in grado di rendere sensuali e inquietanti allo stesso tempo.

Tra le opere al centro della mostra diverse tavole originali di Lucy, l’ultimo grande fumetto del maestro Tanino, dedicato al celebre australopiteco vissuto circa 3,2 milioni di anni fa in Etiopia.

Quante (e quali) opere vedrete. Circa 80 opere, metà delle quali disegni originali, da Cannibale a Ranxerox passando per vari personaggi Marvel e l’iperrealistico Lucy.

Un progetto e un oggetto da non perdere: 1) Una manciata di illustrazioni dal progetto “Superatore”, dedicato alle interpretazioni di supereroi come Catwoman, Capitan America o Superman; 2) L’enorme e inquietante busto di Ranx, la statua realizzata da Comicon e Lucca Comics per celebrare i 40 anni del personaggio più celebre dell’artista.

Prendere posizione. Il corpo sulla pagina
4 dicembre 2021 – 5 gennaio 2022
Bologna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, nell’abito di BilBOlBul 2021

Émilie Gleason, Rikke Villadsen, Nicoz e Alice Socal sono quattro voci del fumetto contemporaneo che mettono il corpo al centro dei propri racconti. La mostra offre una panoramica sul lavoro di autori e autrici, mostrando la loro ricerca sia stilistica che narrativa, che parte da motivazioni ed esperienze diverse per raccontare universalmente il corpo disegnato.

Émilie Gleason usa la comicità per descrivere la vita quotidiana di un ragazzo con autismo. Rikke Villadsen disegna corpi che cambiano senza sosta, in un gioco di simboli e travestimenti che mette in discussione ogni certezza. Nicoz usa il diario, scritto e disegnato, come strumento di ricerca di sé e lente d’ingrandimento sul mondo, su come lo abitiamo, su come lo sguardo lo trasforma. Alice Socal cattura la fragilità delle relazioni in visioni allucinate e metamorfiche, dando corpo a ciò che non ha corpo: la tristezza per la fine di una storia, la paura di crescere, la gravidanza.

La mostra, che si svolge nell’ambito del festival del fumetto bolognese BilBOlBul, è promossa da Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e realizzata con la collaborazione di Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, Danish Arts Foundation, Canicola Edizioni e Oblomov Edizioni. L’inaugurazione si terrà sabato 4 dicembre alle ore 11.00.

Quante (e quali) opere troverete. 150 tra tavole originali e riproduzioni, così suddivise: 40 di Émilie Gleason da Ted, un tipo strano (Canicola, 2020) più illustrazioni a pennarello apparse sulle riviste, oltre che le storie brevi Voyage en Onomatopie e Micket Boule; 40 di Rikke Villadsen da Tuberculosis 2020 (Sigaretten 2020), suo primo fumetto edito in Italia pubblicato in concomitanza con l’esposizione; 35 di Alice Socal da Junior (MalEdizioni 2020), Il fratello di Jurgen (Canicola 2017), Cry me a River (Coconino Press – Fandango 2017), Sandro (Eris 2015), più illustrazioni e animazioni inedite; 40 di Nicoz da Play With Fire (Oblomov 2020), Born to lose (Coconino Press 2016) e taccuini originali, illustrazioni inedite, studi per tatuaggi, pirografie.

Da vedere: le animazioni di Alice Socal e il suo diario della gravidanza pubblicato a puntate su Instagram ricreato in mostra attraverso una combinazione di illustrazioni su carta e in digitale; i diari originali di Nicoz, non sfogliabili per motivi di preservazione, ma comunque esposti. E poi c’è il catalogo della mostra, edito da Hamelin (e acquistabile anche online su www.hamelin.net/libri) che raccoglie interviste inedite ad autori e autrici in mostra e saggi critici sulla rappresentazione del corpo nel fumetto.

Fumetto – I comics made in Italy
6 novembre 2021 – 27 febbraio 2022
Milano, WOW spazio fumetto

La mostra ripercorre la storia del fumetto italiano, racconta i suoi primati mondiali, la sua incidenza sulle produzioni straniere, anche attraverso oltre 100 opere originali e oltre 200 pubblicazioni, arrivando fino ai nostri giorni. Un’esposizione che tocca a 360° passato, presente e futuro del fumetto in Italia passando per alcuni dei più importanti fumettisti del nostro paese.

  • Quante e quali tavole saranno esposte: 160 tavole che comprenderanno lavori di Hugo Pratt, Guido Crepax, Benito Jacovitti, Milo Manara, Franco Caprioli, Magnus, Sergio Toppi, Kurt Caesar, Cinzia Ghigliano, G.B. Carpi, Giorgio Cavazzano, Romano Scarpa, Silver, Gianni De Luca, Lino Landolfi, Emiliano Mammucari, Grazia Nidasio, Ivan Manuppelli, Luciano Bottaro, Filippo Scozzari e tanti altri.
  • Da non perdere: per la varietà della proposta è davvero difficile scegliere una manciata di opere che meritano assolutamente di essere viste. Tra queste, però, possiamo segnalare una pagina originale di una sceneggiatura di Mister NO scritta da Sergio Bonelli che presenta suoi disegni, una copertina di Hugo Pratt per mercato sudamericano, due doppie tavole di Guida Crepax dalle avventure di Valentina, otto vignette del Signor Bonaventura, una doppia panoramica gigante di Jacovitti.

Moebius – Alla ricerca del tempo
13 novembre – 13 febbraio 2021
Pordenone, PAFF – Palazzo Arti Fumetto Friuli

Si tratta della più grande esposizione realizzata in Italia dedicata a Jean Giraud, meglio noto con il nome d’arte di Moebius, uno dei più importanti fumettisti e illustratori di tutti i tempi, disegnatore di opere visionarie note e tradotte in tutto il mondo come Blueberry, Arzach, Il garage ermetico L’incal. Dopo essere stata ospitata al Museo archeologico di Napoli, la mostra arriva a Pordenone.

L’esposizione, che sarà accompagnata da un catalogo, proporrà una retrospettiva attraverso tavole a fumetti, schizzi, quadri, acquerelli, riproduzioni e Realtà Aumentata, fotografie, video, oggetti, volumi e riviste. 

  • Quante e quali opere saranno esposte: oltre trecento opere, con 153 disegni originali e 174 riproduzioni di vario tipo.
  • Tre cose da vedere: uno spazio destinato alla ricerca interiore di Moebius, con le tavole tratte da 40 jour dans le Désert B; una sezione dedicata a Dante, con l’interpretazione del Paradiso; Metamœbius, un documentario di 52 minuti di Damian Pettigrew e Olivier Gal.

Leggi anche: Guida ai fumetti da non perdere a Lucca Comics 2021

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