Anime, rock e aeronautica spaziale: l’originale ecofiction “The Prism”

di Filippo Conte

prism matteo de longis

Un pericolo planetario globale, un’aggressione all’ambiente che sembra inesorabile, con l’unica speranza riposta in una missione verso il cielo. Questi i presupposti di The Prism, primo graphic novel da autore completo per Matteo De Longis, una ecofiction che richiama concetti e situazioni della fantascienza più classica, sviluppandosi però in direzioni inedite, fino a configurare un’originale opera anime-rock

Se infatti la trama ha una struttura ben radicata nella narrativa “hard sci-fi”, con grande fortuna anche di film come Armageddon, Sunshine o Interstellar, De Longis pone le basi anche per una visione più ampia e complessa, con spunti originali e linee narrative totalmente nuove per il panorama fumettistico italiano. Un’architettura peculiare e curata anche nella formula editoriale, una serie in sette volumi corposi e dal design decisamente affascinante, con richiami cromatici e simbolici fondamentali nel linguaggio utilizzato in tutto il fumetto.

In questo disporre i pezzi veniamo a conoscenza della minaccia rappresentata dallo SOTW (acronimo per “Smoke on the water”), un filamento distruttivo, un apocalittico virus biologico generato dall’inquinamento acustico. Il pianeta è sulla via del non-ritorno, ma una soluzione sembra esserci: per eliminare quei filamenti serve creare una ciclopica onda sonora, composta da vibrazioni particolari, generabili soltanto attraverso l’emozione umana. E cosa di meglio, per generare questa onda, di un epico concerto rock da trasmettere… dalla Luna? 

La trama di The Prism si sviluppa infatti in un futuro prossimo in parte riconoscibile in parte no – siamo in piena “Era Armonica” – che osserviamo dalla (improbabile) prospettiva di alcuni eroi-per-caso: un gruppo di talentuosi musicisti, ingaggiato da una potente e ambigua multinazionale, per comporre un album il cui lancio dovrà avvenire dallo spazio. Lo scopo dell’album “spaziale” è sia commerciale che politico: fare il botto, ma anche (e soprattutto – o almeno così pare) permettere di direzionare il suono mega-amplificato di questa musica verso la Terra, e così disintegrare l’inquinamento da SOTW. 

La ricerca dell’assolo perfetto, del riff indimenticabile, della canzone-inno: lo scopo della serie, e della band protagonista, parte da questa apparentemente surreale premessa e la prende sul serio, sviluppando un racconto che mescola azione e dramma, e mettendoci nella posizione di seguire una traiettoria narrativa che è insieme artistica, ecologica, tecnologica; e musicale, naturalmente.

L’idea di The Prism sembra il concept di un’opera rock, da declinare nei vari brani che compongono l’album, come nella golden age della musica rock. Questo primo volume, allora, rappresenta la overture dell’album, che si concentra sulle atmosfere e melodie caratterizzanti, presentandone i suoni e gli interpreti essenziali. Ovviamente, trattandosi di un fumetto seriale, quel che più conta in questa introduzione sono i personaggi. 

La composizione “chimica” della band, con ogni membro che corrisponde a un carattere complementare all’altro, è qui tradotta attraverso un colore, in un rimando ai costumi dei piloti dei robot degli anime anni ‘70/’80. Ma tutto l’impianto grafico gioca un ruolo fondamentale: in questo senso è peculiare l’utilizzo del linguaggio che De Longis mette in atto nelle onomatopee, sostituendo la parola con un segno grafico, un simbolo di un triangolo che muta a seconda dell’intensità del suono, restituendo al lettore una nuova ed efficace modalità di fruizione. L’autore inverte il consueto rapporto tra segno e fonetica delle vignette, mettendo l’immagine al servizio del suono: l’effetto finale è qualcosa di completamente nuovo e originale, nonché più coinvolgente nella sua dimensione pre-linguistica.

Forme e suoni, immagini e musica, l’intero racconto è come se si reggesse su una grande, bizzarra sinestesia, con alle spalle un’architettura molto densa, benché la lettura sia sempre molto immediata. Paradigmatica la scena iniziale, l’entrata sul palco, nella quale spicca l’organizzazione delle inquadrature e dei tempi. Un paragone esplicativo potremmo farlo con l’incipit del film Bohemian Rhapsody, con l’alternanza sincopata tra campi strettissimi ad ampie aperture, fino a che le due riprese si uniscono e seguono Freddy Mercury (Ramy Malek) che entra nell’abbagliante palcoscenico del Live Aid, immergendosi nel fragore e nell’entusiasmo del pubblico. La medesima sensazione travolgente segna l’avvio di The Prism, con uno dei protagonisti che approda, letteralmente, nel palco, dopo un lancio dalla stratosfera, con il punto di vista sdoppiato e poi convergente. Un uso sapiente del layout, della luce, delle linee cinetiche, dosati per generare dinamismo e stupore, in una sequenza tanto cinematica nell’effetto quanto esemplare come equilibrio fumettistico.

Matteo De Longis dimostra una maturità compositiva già ben affinata, se si conta che siamo alla prima esperienza come autore completo: un lavoro con più livelli narrativi, una sintesi le cui radici sono individuabili in prima istanza nella tradizione di opere del Sol levante come Neon Genesis Evangelion, Planetes, fino a progetti come Interstella 5555, film di animazione della Toei nel quale il genio di Leiji Matsumoto si univa alla musica dei Daft Punk per dare vita a un’immaginifica storia scandita solo dalle canzoni dell’album Discovery, in un connubio  decisamente riuscito. 

prism de longis

Allo stesso modo The Prism riesce a essere un lavoro nel quale le diverse influenze sono assimilate e restituite con originalità, in un sincretismo tra diverse culture fumettistiche che sarebbe riduttivo definire solo come “manga italiano”. Si tratta infatti, piuttosto, di un approccio fusion – distante dal manga quanto dal fumetto italiano ed americano – che ha ormai diversi rappresentanti, come LRNZ, Linda Cavallini ed Emanuele Tenderini, i Barbucci e Canepa di Sky Doll, fino a Simone Di Meo, Mirka Andolfo, etc. ambasciatori di contaminazioni del mondo dei manga, ma anche di molte altre provenienze, assimilate e restituite in uno stile non riconducibile esclusivamente a una sola matrice.

La cultura rock è un altro ingrediente onnipresente, ma il sistema dei riferimenti e delle citazioni, per quanto vasto, non è mai ridondante – un po’ come avviene nelle Bizzarre Avventure di Jo Jo di Araki – e si posiziona su un fronte più sfacciatamente giocoso e divertito, quasi caciarone, ma mai sopra le righe. Neanche quando arriva un divertito e suggestivo omaggio a Franco Battiato. E a proposito di complessità e ampiezza della visione, in The Prism emerge anche una elaborazione stimolante dei presupposti scientifici del progetto. 

Infatti quasi ogni elemento tecnologico, anche quelli che sembrerebbero più fantasiosi, hanno una base di studio e di effettiva realizzabilità, non solo in una prospettiva vagamente futuribile, ma partendo da un livello di fondatezza tecnica che rende l’idea di un “gioco preso sul serio”. Importante è stata anche la consulenza di Adrian Fartade, noto divulgatore scientifico, presente anche nel fumetto nella parte di se stesso, nonché autore di una postfazione appassionata e appassionante, come nel suo consueto stile. In quelle righe apprendiamo come, per esempio, una trovata totalmente glam-rock come l’astronave (spoiler: è a forma di enorme chitarra), potrebbe avere un’effettiva realizzazione e funzionalità, dai razzi propulsori agli alloggi dell’equipaggio, fino alle tute spaziali.

Un mondo dove la rigorosa costruzione dell’attendibilità scientifico-tecnologica, convive con la forza metaforica dei contenuti e la potenza evocativa della musica: una duplice anima che funziona proprio nell’apparente stridere delle due concezioni, consegnandoci un primo volume dirompente, che soffre solo il fatto di interrompersi, come si dice, sul più bello, lasciando al lettore la voglia di proseguire. Un desiderio che si unisce al timore che i tempi di pubblicazione possano dilatarsi, considerato il lungo periodo di gestazione per questo esordio: riuscirà De Longis a tenere il ritmo di una simile, folle e complessa missione fantaspaziale?

Leggi le prime 27 pagine del fumetto

The Prism 1
di Matteo De Longis
Bao Publishing, aprile 2021
brossura, 184 pp., colore
21,00 € (acquista online)

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