Il successo del nuovo film di Spider-Man e il problema degli spoiler

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Paura per gli spoiler o meno, gli incassi da record di Spider-Man: No Way Home nel primo weekend di programmazione hanno indicato chiaramente un grande successo di pubblico per il film co-prodotto da Sony Pictures e Marvel Studios, ma anche un altro dato evidente: che tanti fan si sono affrettati a vedere il film il prima possibile. Solo negli Stati Uniti, il film ha incassato 121 milioni di dollari nella giornata di esordio, mentre nel totale del weekend (con 260 milioni) ha già stabilito il miglior risultato al botteghino dell’anno – anzi, dall’inizio della pandemia – superando Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli, che si era fermato a 224,5 milioni.

Perché parliamo di spoiler? Perché secondo siti specializzati come Variety, tra le ragioni di questo successo “lampo” di Spider-Man: No Way Home ci sarebbe stato proprio il timore di incappare in eventuali spoiler online nei giorni successivi al debutto in sala, considerando anche che il film era stato presentato come ricco di sorprese. Alla fine – al di là del finale – il principale oggetto di possibili spoiler è stato però uno soltanto, quello che in tanti si aspettavano.

In realtà, ora che anche la Marvel ha iniziato a parlarne diffusamente, forse potremmo anche smetterla di definirlo spoiler. Ma tant’è, se non avete ancora visto Spider-Man: No Way Home procedete con cautela nella lettura dei prossimi tre paragrafi. E anche se siete tra questi, probabilmente avrete già capito che stiamo parlando di quello che è diventato il più grande segreto di Pulcinella nella storia del cinema di supereroi: l’apparizione nel film di Tobey Maguire e Andrew Garfield, i due precedenti interpreti cinematografici di Peter Parker/Spider-Man.

Le prime voci sulla presenza dei due attori avevano iniziato a diffondersi più di un anno fa, subito dopo che erano trapelate indiscrezioni sulla partecipazione al film anche di Alfred Molina (il Dottor Octopus dello Spider-Man 2 di Sam Raimi) e di Jamie Foxx (Electro in Amazing Spider-Man 2 di Marc Webb). Nel corso dei mesi successivi, le prove sono andate ad affastellarsi l’una sull’altra, nonostante le continue smentite da parte della produzione.

Smentite arrivate persino quando sono emerse online alcune foto di scena che raffiguravano Tom Holland – attuale interprete di Spider-Man – insieme a Maguire e Garfield, oltre che con Charlie Cox (ovvero Matt Murdock/Daredevil nella serie tv di Netflix). Queste foto sono state fatte prontamente rimuovere dall’account che le aveva condivise, ma, ehi, siamo nel 2021, pensate davvero che qualcosa possa sparire definitivamente dal web?

Durante la promozione di Spider-Man: No Way Home, Il povero Tom Holland – che in passato era già stato bacchettato per essersi lasciato sfuggire cose che non avrebbe dovuto raccontare – si è persino dichiarato, anche un po’ scherzosamente si spera, «stanco di dover costantemente mentire e ingannare la gente. Sento un peso sulla coscienza. È dura. […] Vogliono tenere tutto segreto, ma è impossibile».

Eppure, per anni i Marvel Studios si sono dimostrati molto abili nel tenere nascoste le sorprese ed evitare gli spoiler, dalla presenza di Samuel L. Jackson/Nick Fury nella scena post-credits di Iron Man in poi. «Marvel è famosa per la sua segretezza», scriveva giusto un paio di mesi fa il Washington Post. Una segretezza che si esprime su più livelli, oltretutto. A livello esterno, comunicando solo l’essenziale e magari alterando le informazioni diffuse, trailer compresi – si veda per esempio quello di Avengers: Endgame, in cui alcuni personaggi erano stati cancellati digitalmente per nasconderne la presenza nel film.

A livello interno, partendo dal principio basilare di condividere le informazioni con meno gente possibile. Nel caso di Avengers: Infinity War e Endgame, per esempio, la maggior parte degli attori ricevette solo la parte di sceneggiatura che lo riguardava, e solo i pochi fidati – tra cui Robert Downey Jr. – poterono leggere l’intero copione in anticipo. «Se volevamo leggere l’intera sceneggiatura, la maggior parte di noi doveva entrare in una stanza senza finestre, lasciare il telefono fuori dalla porta e sedersi a leggerlo», ha raccontato Elizabeth Olsen, interprete di Wanda Maximoff. «Non potevamo prenderci il nostro tempo a casa o cose del genere. Non ci avrebbero dato una copia cartacea. Persino quando ho ricevuto le mie pagine, avevano un finale falso e molte altre cose false

Il finale di Infinity War fu addirittura comunicato dai registi Joe e Anthony Russo al cast solo immediatamente prima di girarlo, oltretutto in estrema riservatezza: «Ho scoperto quello che sarebbe successo direttamente dai Russo, e abbiamo saputo il finale solo nel giorno in cui l’abbiamo girato», ha confermato la stessa Olsen. «Ci hanno portati in un furgone – tutti noi – eravamo su un furgone con l’aria condizionata accesa perché faceva molto caldo, e ci dissero come sarebbe finito il film e che nessun altro lo sapeva. E loro erano tipo “Ora lo giriamo, forza!” e noi “Come dovremmo interpretarlo?”.»

Kit Harington, che ha interpretato Dane Whitman in Eternals, ha dichiarato che «se parliamo di sicurezza sugli spoiler, sono terrorizzato dalla Marvel», affermando che la segretezza è stata maggiore persino rispetto a quella della serie tv Il trono di spade, in cui interpretava Jon Snow, altro set noto per l’estrema riservatezza. Se Salma Hayek (Ajak) ha definito l’esperienza di Eternals «stressante», Lauren Ridloff (Makkari) ha addirittura detto di aver ricevuto il suo copione impacchettato da un uomo in impermeabile, in stile agenzia di spionaggio.

Di recente, il regista Kevin Smith (Clerks, Dogma), ha parlato dell’esistenza di una sorta di “Marvel Secret Police”, una polizia segreta che interviene in caso di leak e che si occupa non solo di scoprire da dove questo sia partito, ma anche di mettere in atto alcuni sotterfugi: «Sono molto abili nell’arte di farti guardare da una parte mentre loro nascondono i segreti dall’altra. E poi lasciano in giro documenti per il casting in cui alludono a personaggi che in realtà non esistono. E poi ancora piazzano delle trappole in questi documenti, per vedere se le informazioni vengono trasmesse all’esterno, in modo da individuare le fonti dei leak. Siamo a livelli da Watergate».

Insomma, se altrove magari i “rumour” vengono pilotati per aumentare l’hype di un prodotto, in Marvel il discorso sembra essere all’opposto: il pubblico si aspetta in ogni caso delle sorprese, perché allora rovinargliele, anche se la presenza di un dato attore o personaggio potrebbe migliorare le aspettative? D’altra parte, tutta questa segretezza su trame e cast non sembra aver mai compromesso il risultato al box office dei film, come dimostrano soprattutto gli incassi degli ultimi due film degli Avengers.

Segno che ormai i Marvel Studios si sono guadagnati una sorta di “badge di fiducia” che gli permette di vincere ogni volta il jackpot senza dover rivelare tutte le proprie carte in anticipo, o persino bluffando. E allora da dove è arrivata tutta l’ansia di non spoilerare la presenza di Maguire e Garfield in Spider-Man: No Way Home, anche se ampiamente anticipata da mesi? Può essere stata incapacità di reagire a una situazione inedita? O magari solo la volontà di proteggere quella (grossa) parte di spettatori al di fuori della cerchia dei fan iper-informati?

In ogni caso, credo che la conoscenza di questo “segreto” non abbia rovinato la visione del film a nessuno, anche se là fuori è pieno di gente che sembra essere realmente ossessionata dagli spoiler. Per chi scrive, per esempio, l’impatto sul grande schermo della scena in questione – da un punto di vista narrativo, visivo, emotivo – non ha perso nemmeno un briciolo di forza: a dimostrazione che forse si dovrebbe parlare più di come certe sorprese vengono consegnate allo spettatore che delle sorprese in sé.

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